Traino Usa sui conti Beretta

Traino Usa sui conti Beretta

Il Sole24ore | 26 giu 2013

«Lo sento che ci resta male, però è così: purtroppo le opportunità che vedo sono tutte al di fuori dell’Italia».
Pietro Gussalli Beretta è pragmatico e del resto i conti della holding che guida raccontano esattamente questo scenario, con l’Italia a valere appena il 10,4% dei ricavi, il resto realizzato e in parte prodotto oltreconfine. L’affrancamento dal mercato interno consente infatti al produttore di armi di chiudere il 2012 con il nuovo record assoluto di ricavi, arrivati a 566 milioni, il 17,5% in più rispetto all’anno precedente. Situazione ancora migliore nei margini, con l’utile netto salito di oltre il 50% a 48 milioni, e nella posizione finanziaria del gruppo. «In cassa abbiamo 160 milioni – spiega il vicepresidente e consigliere delegato di Beretta Holding –, dunque risorse più che sufficienti per finanziare la nostra crescita e gli investimenti». Abbondanza di cassa che ha congelato il progetto di quotazione accarezzato un anno fa e che per Beretta, arrivata alla 15esima generazione consecutiva di imprenditori, avrebbe rappresentato certo una svolta epocale in termini di governance. «Ma in queste condizioni – chiarisce – della Borsa non abbiamo bisogno». Avanti con le proprie forze, dunque, soprattutto per sviluppare la presenza globale del gruppo. «Continueremo a crescere anche attraverso acquisizioni – spiega Beretta – e devo dire che in questo momento vedo solo opportunità di acquisto all’estero, soprattutto al di fuori dell’Europa».

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